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5 punti chiave per organizzare il viaggio in Nepal

 

Ecco a voi un articolo per pianificare un viaggio sottozero.

Su questo sito si parla di molte terre belle e selvagge, sparse per il mondo.

Tutte hanno lo stesso comune denominatore: o si trovano nelle regioni Polari, o  sulle Montagne.

Con questo articolo inizieremo a mettere le basi per creare un viaggio obbligatorio per chiunque venera le montagne, ovvero il viaggio in Nepal, sul suo versante Himalayano. Da queste parti si sale sul tetto del mondo!

Ma andiamo per gradi, e iniziamo con i dovuti cenni geografici.

Il Nepal, ufficialmente Repubblica federale democratica del Nepal, è uno stato dell’Asia meridionale con una forma stretta ed orizzontale.

È incastonato tra due enormi nazioni, l’ India a Sud e la Cina a Nord.

La capitale è Kathmandu, situata a 1350 metri d’altitudine nella valle omonima.

Il Nepal, anche se di dimensioni medio piccole, presenta diversi paesaggi e diverse condizioni climatiche al proprio interno.

In questa nazione si va dagli 80 metri di altitudine fino agli 8848 dell’Everest, il punto più alto della Terra!

Si passa dal clima tropicale dalla pianura Gangetica al confine meridionale con l’India, fino al clima alpino estremo del versante Himalayano nel nord del paese.

E’ quasi scontato dire che a noi interessa la parte dell’Himalaya 😀

Al mondo ci sono 14 vette che superano gli 8mila metri, il Nepal ne contiene ben 8! Proprio con la Cina ne divide 4, tra cui l’Everest e  3 sono tutte in territorio nepalese, tra cui il famoso Annapurna I .

L’ultima vetta oltre gli 8mila metri il Nepal la spartisce con l’India sul versante orientale, il Kangchenjunga.

Per quanto riguarda il fuso orario, il Nepal è 4 ore e 45 minuti avanti all’Italia.

Munitevi della loro moneta, la Rupia nepalese, poiché è un paese ancora poco sviluppato e raramente fuori Kathmandu troverete bancomat.

Per quanto riguarda gli indumenti, niente di particolare. Unica raccomandazione il sacco a pelo per i rifugi, per il resto portate quello che utilizzate ogni volta che fate un qualsiasi trekking di montagna.

Ebbene si, è proprio una avventura un viaggio in Nepal !

La montagna sarà la regina incontrastata del vostro viaggio, ed organizzarlo in autonomia, sempre nel rispetto della natura e delle regole, sarà più facile di quello che pensate. Tecnicamente ogni trekking è accessibile in solitaria, ma sull’Himalaya non si scherza, quindi io consiglio vivamente di contattare una guida locale a Kathmandu, ma ne parliamo meglio più avanti.

Ogni volta che parlo con amici, parenti o persone che si sono rivolte a me, ho sempre detto molto semplicemente che i punti fondamentali su cui si deve basare la programmazione del vostro viaggio in Nepal, sono 5:


  Clima
  Documenti e Visti
 Scelta ottimale dei Voli 
  I trekking sull’Himalaya
  Mal di Montagna

 Clima

Il Nepal si trova nell’emisfero Boreale, quindi le stagioni combaciano con le nostre.

Come già accennato nell’introduzione, questo stato ha dimensioni medio-piccole ma presenta scenari diversi, anche per il clima.

Di base si può dire che tutta la nazione ha un Clima Tropicale, dovuto dalla grande distinzione tra la stagione delle piogge (da Giugno a Settembre) e la stagione secca (il resto dell’anno).termometro viaggio in nepal

Impossibile però non sottolineare che il notevole dislivello tra le diverse regioni del paese porta a temperature molto differenti nello stesso periodo dell’anno.

La stagione delle piogge è dovuta dai monsoni che risalgono dall’India e dall’Oceano Indiano, ma il Nepal ne risente relativamente rispetto alla zona dell’Asia Meridionale, soprattutto la zona montuosa dell’Himalaya. Qualche monsone arriva, ma non di certo con la stessa potenza delle zone asiatiche più vicine all’Equatore, come l’India meridionale e l’Indocina.

Una caratteristica importante per il Nepal è la notevole escursione termica tra giorno e notte, accentuata con l’aumentare dell’altitudine.

La regione più blasonata è quella dell’Himalaya, dove le stagioni da evitare sono due: l’estate (giugno-agosto) per rischio di pioggia incessante che vi disturberebbe notevolmente la visuale delle vette durante i trekking, e l’inverno perché a quelle altitudini la situazione diventerebbe estrema e proibitiva per chi non è un alpinista professionista.

Per un viaggio in Nepal sono quindi consigliate le stagioni intermedie, cioè Primavera e Autunno.

In particolare Aprile e Ottobre sono i mesi migliori, perché il clima è più clemente e la scarsità di pioggia rende ideale la condizione per i lunghi trekking verso il tetto del mondo!

Mettete in conto che dai 3mila metri in poi di notte va sotto zero sempre, mentre di giorno anche ad altitudini elevate può fare leggermente caldo, e il sole lassù cuoce 😀


 Documenti e Visti

 Vista la lontananza del Nepal, molti si chiederanno quale documento serve e soprattutto se sono richiesti visti speciali.

Iniziamo con il dire che per entrare in Nepal serve il Passaporto , come d’altronde in tutti i viaggi extraeuropei. Servono almeno 2 pagine libere per i timbri e il documento deve avere validità di almeno 6 mesi dal giorno del vostro ingresso nella nazione.

Lo devono possedere anche i minori accompagnati.

Come in quasi tutti i paesi Asiatici, il visto è obbligatorio. passaporto viaggio in nepal

Il visto è richiedibile una volta arrivati all’aeroporto internazionale di Kathmandu, ma le pratiche burocratiche possono trovare dei rallentamenti. Ecco perciò quasi tutti i viaggiatori richiedono il visto d’ingresso prima della loro partenza (almeno 15 giorni prima) al consolato Nepalese in Italia. Eccovi il link per richiederlo Online e pagarlo direttamente al vostro arrivo in Nepal.

Siccome in Nepal quasi sempre si va per i magnifici trekking verso il tetto del mondo, il governo ha creato un sistema di monitoraggio dei viaggiatori che intendono fare trekking, ovvero il “Trekkers’ Information Management System” (TIMS).

In caso di emergenza, questo sistema aiuterà le autorità locali a individuare i viaggiatori.

Eccovi il link per approfondire l’argomento.

Se fate scalo in paesi limitrofi vi informo che per la Cina non serve il visto di transito mentre per l’India serve solo se uscite dall’aeroporto, ecco il sito dove richiederlo.

Ultima cosa, all’ingresso in Nepal dovrete dichiarare se avete con voi una quantità di soldi cash maggiore ai 5mila dollari USA. Le Rupie Nepalesi non sono esportabili ed invece per i piccoli tagli sono accettate le Rupie Indiane.


 Scelta Ottimale dei Voli

Come ogni viaggio che sia più distante di una semplice visita in qualche città europea, è doveroso e conveniente prenotare i voli con un discreto anticipo, né un anno prima né una settimana prima.

Per la mia esperienza credo sia ottimale prenotare 3-4 mesi prima, monitorando spesso le diverse offerte in base anche ai diversi scali da fare.

Sicuramente quella dell’aereo sarà la spesa più importante del viaggio, mettetelo in conto. I costi della vita in Nepal, ed in Asia in generale, sono molto vantaggiosi per noi Europei.

Per raggiungere il Nepal si atterra nella capitale Kathmandu, dove si trova l’unico aeroporto internazionale del Paese.

aeroplano viaggio in nepal

Voli diretti dall’Italia per la capitale nepalese al momento non ce ne sono, ma il mondo delle rotte aeree è sempre in continua evoluzione, controllate ogni tanto 😀

Come già detto nell’introduzione, il Nepal si trova tra India e Cina, perciò per volare su Kathmandu farete scalo in una di queste due nazioni.

Quasi sempre si opta per lo scalo in India, perché i voli diretti dall’Italia verso la capitale indiana Nuova Delhi sono frequenti e molto più economici di quelli per la Cina.

Vi ricordo nuovamente che per lo scalo in India è richiesto il visto di transito soltanto se lascerete l’aeroporto, a voi la scelta.

Consiglio dunque di cercare un volo diretto Italia-Nuova Delhi, e dalla capitale indiana i voli diretti per Kathmandu sono molti ogni giorno e a prezzi davvero stracciati.

Sembrerebbe finita qui, ma quasi tutte le persone che fanno un viaggio in Nepal, dopo una visita di Kathmandu, si dirigono verso il versante Himalayano.

Eccoci allora a dover prenotare piccoli aerei nazionali che dalla capitale vi porteranno nelle piccole località ai piedi dell’Himalaya. In base a quale trekking vorrete fare, documentatevi su quale località è più vicina e come arrivarci.

Io vi segnalo solamente gli aeroporti per andare a fare i due trekking più famosi: l’aeroporto di Lukla per il trekking al Campo Base

dell’Everest e l’aeroporto di Pokhara per quello sul monte Annapurna.

Per cercare i migliori prezzi, come motore di ricerca pratico e utilissimo vi consiglio Skyscanner,  per me una vera bibbia!


 I trekking sull’Himalaya

Se state leggendo un articolo su questo sito e vi interessa il viaggio in Nepal, vuol dire sicuramente che volete puntare in alto, molto in alto. Il 90% dei viaggiatori che si recano in Nepal lo fanno per percorrere i Trekking sulla catena montuosa dell’Himalaya, il tetto del mondo.

Come già anticipato, le vette sono tante e tutte altissime, decine oltre i 7mila metri e ben 8 sopra gli 8mila, in poche parole il parco giochi per ogni amante della montagna 😀

C’è però da dire che dai 6mila metri in su sono spedizione per alpinisti professionisti, diciamo che la cosa non ci riguarda direttamente in questo articolo 😀

Le due mete più famose, accessibili a chiunque ami le montagne, sono i campi base delle due vette più note del Nepal: l’Everest Base Camp (5364 metri) e l’Annapurna I Base Camp (4130 metri).

Tecnicamente sono trekking accessibili in totale autonomia da chiunque, ma chi ama le montagne le conosce, e sa che non ci si scherza.

Io consiglio vivamente di contattare una guida locale che vive a Kathmandu, con patentino certificato dal governo nepalese, per 3 motivi in particolare:trekking viaggio in nepal

 

  1. Sicurezza personale:

Altitudine elevate, sentieri poco battuti e tempo che cambia velocemente, non credo sia il massimo trovarsi da soli e poco esperti in quelle situazioni.

Per questi motivi una guida nepalese la trovo più che utile, in caso di emergenza saprebbe molto meglio di voi cosa fare e come farlo.

 

  1. Un’esperienza in compagnia di gente del posto:

Avere con sé un nepalese, che ama e vive queste montagne fin dalla nascita, non può che essere un valore aggiunto.

Stiamo parlando di trekking lunghi minimo 10 giorni, tra villaggi e monasteri buddisti. Come non trovare utile che ci sia una persona del luogo a spiegarvi al meglio ogni dettaglio e a rendervi partecipi su tutto quello che da soli vi sfuggirebbe?

In più vi prenoteranno loro le notti nei rifugi più remoti del mondo, introvabili sui motori di ricerca di Internet. Ne gioverà la vostra schiena, evitando di dover portare sulle spalle tutto il necessario per mangiare e dormire. Lo zaino leggero è sempre vitale quando si sale di quota!

 

  1. Sostenere le comunità locali:

Se avete letto bene le mie parole, non parlo di tour operator o agenzia turistiche, bensì una sola persona, una guida nepalese che incontrerete a Kathmandu. Così facendo aiuterete le comunità locali, che con i vostri soldi faranno campare intere famiglie, e allo stesso tempo non sarà un’esperienza  “turistica”, rimarrà un vero e proprio viaggio-avventura!

Sarete voi e la guida, che diventerà rapidamente un amico più che una guida turistica 😀

Se proprio vorrete recarvi da soli e fare i trekking in autonomia, l’unico consiglio che vi do è di essere minimo in 3, almeno se vi trovaste in situazione di emergenza una persona resta con chi è in pericolo e il terzo si muove in cerca di aiuto.


 Mal di montagna

Impossibile non parlare di questo argomento quando si parla di Himalaya.

Come detto precedentemente le altitudini saranno elevate, quindi non si scherza con questa patologia che si presenta ad altitudini elevate, in mancanza di ossigeno.

ll mal di montagna si inizia a verificare in genere al di sopra dei 2.500 metri, la cosiddetta “linea di acclimatamento” per la maggior parte delle persone che vivono al livello del mare, ma è ancora una altitudine più che gestibile.

Vi è poi la cosiddetta “altitudine molto elevata”, dai 3500 metri fino ai 5500, ed infine “l’altitudine estrema”, dai 5500 metri in su, ma qui lasciamo la parola agli scalatori professionisti 😀

I primi sintomi possono includere mal di testa , vomito, stanchezza, disturbi del sonno e vertigini.

I fattori di rischio sono riconducibili ad uno sforzo eccessivo ad alte quote, ma soprattutto all’eccessivo aumento di altitudine eseguito nell’arco di poco tempo.mal di montagna viaggio in nepal

Ed è proprio per questo che qualsiasi trekking d’alta quota in Nepal è studiato e pensato per farlo con molta calma, parola d’ordine ACCLIMATAMENTO!

La prevenzione più efficace consiste nell’aumentare gradualmente l’elevazione,  non più di 300 metri al giorno!

Tutti i trekking che vanno oltre i 3500 metri sono lunghi, ed il motivo è proprio per potersi acclimatare, senza il mal di montagna ci si metterebbe la metà, ma siamo sul tetto del mondo, ci vuole la giusta pazienza 😀

Oltre al fatto di non andare di corsa, rimedi naturali sono il mangiare poco e leggero, bere tanta acqua, non fumare, non bere alcolici e riposare tanto.

Se i sintomi non cessano si può ricorrere a farmaci blandi. Sono beta-bloccanti  e ipertensivi, ovvero rallentano l’incremento della pressione sanguigna che si verifica in quota, ed hanno come principio attivo l’Acetazolamide.

Detto questo non allarmatevi, è una premessa doverosa viste le altitudini di questi magnifici trekking, ma con una salute nella media  e il giusto procedimento graduale di acclimatamento, avrete solo un’pò di mal di testa, non vi allarmate preventivamente.

Vi assicuro che hanno fatto questi trekking, senza soffrire le pene dell’inferno, anche persone che non sono molto allenate, quindi state tranquilli e ACCLIMATATEVI 😀

Eccoci alla fine di questo articolo secondo me importante per un primo approccio alla stesura di un programma di viaggio in Nepal, terra tanto lontana quanto selvaggia!

Ora non vi resta che andare a vedere i trekking che ho consigliato, direzione tetto del Mondo!


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